EDITORIALE
Cooperative Sociali
Assemblea Nazionale
di: Bruno Annunziata
Il 20 Settembre a Roma, la Centrale Cooperativa alla quale aderiamo, ha indetto l'assemblea nazionale delle Cooperative Sociali. Per i non addetti ai lavori vale la pena precisare che le Centrali Cooperative sono quegli organismi politico/sindacali che rappresentano le Imprese su quei tavoli. Questo appuntamento, oltre a rappresentare un momento estremamente importante per il nostro mondo, ha una duplice valenza.
La prima è di carattere politico/strategico, in quanto i lavori dovrebbero esprimere, oltre ad un bilancio approfondito del percorso fatto e dei risultati ottenuti, una linea d'indirizzo comune che caratterizzi le strategie sociali e di mercato nel medio periodo. La seconda è di carattere professionale in quanto offre l'opportunità di staccare dalla quotidianità, di capire cosa succede al di fuori delle nostre quattro mura, di avere un confronto con realtà analoghe di altri territori, insomma di allargare per un giorno i nostri ristretti orizzonti.
La struttura che a Roma ci ha accolti, doveroso ammetterlo, è qualcosa di veramente notevole: si tratta del nuovo Auditorium progettato e realizzato da Renzo Piano, dove sono state elaborate, oltre a sperimentazioni architettoniche avveniristiche, soluzioni acustico/tecnologiche tali da farne una perla del settore. Una curiosità è che, durante gli scavi effettuati per la realizzazione di questo complesso, sono stati rinvenuti i resti di un'antica villa patrizia romana. Così, per aumentare la suggestione del luogo, accanto al fascino intrinseco della struttura in sé stessa, del museo della musica lì allestito, il visitatore può rivivere un pò dell'atmosfera della Roma imperiale. Possiamo perciò parlare di accoglienza veramente all'altezza delle grandi occasioni. L'assemblea si è aperta con una lunga lista di relatori che, per una ragione o per l'altra, non potevano essere presenti.
Naturalmente ognuno si era preoccupato di inviare il suo bravo telegramma di apprezzamento, ringraziamento, auguri, ma che inevitabilmente terminava con l'annuncio della defezione. E già qui la mirabolante acustica creata da Renzo Piano cominciava a mandare suoni poco confortanti. Si è proseguito con interventi affatto incisivi, ripetitivi se non addirittura noiosi. Disattese così le aspettative su analisi approfondite di problematiche attuali che hanno tutta l'aria di incidere in maniera sostanziale sul mondo del no-profit. Abbiamo sentito un leit-motiv - pseudo terroristico che ci preannunciavano l'avvento di periodi bui, di tagli di spesa nel welfare, di ulteriori ostruzionismi verso un settore (il nostro) considerato da questo governo ormai residuale. Argomentazioni portate forse a ragion veduta, ma senza entrare veramente nel merito, senza proporre linee d'azione forti e credibili e spesso senza uscire da stereotipi di taglio elettorale. Quando il responsabile della Toscana stava esponendo il primo “vero” intervento della mattinata, si è materializzato Veltroni con le sue guardie del corpo e la sua scia di portaborse. L'animazione, il brusio e la confusione che si è venuta a creare ha poi di fatto impedito l'ascolto dell'unica relazione che si preannunciasse interessante. Naturalmente al termine del discorso di Veltroni, che per l'occasione si è presentato solo per propinarci una “marchetta” propagandistica, il mistico Auditorium (oltre 600 persone) si è semisvuotato… Non resta che commentare il buffet: questo veramente ottimo, degno di una Cernobbio del no-profit, posso assicurare senza ironia e senza timore di essere smentito, trattarsi della cosa più interessante di tutta la giornata.
Pensare che la trasferta era iniziata all'insegna dell'interesse e dell'attenzione. Invece, durante il ritorno, si rafforzava la convinzione, già manifestata nel precedente numero di Edizioni Emotive, che forse le proposte e le risposte devono venire dal basso: da noi “poveri” operatori che ogni giorno siamo in prima linea coi problemi concreti, col disagio e che (senza polemica) non viviamo di politica e retorica. Mi sarebbe piaciuto sentire qualche opinione sugli scenari che si travedono a fronte dei sostanziali interventi che questo governo sta catapultando sul mondo del privato sociale. Parlo del disegno di legge, di prossima approvazione, sull'impresa sociale che può veramente cambiare la realtà che oggi conosciamo. Parlo della riforma della legge Basaglia, che può rappresentare un passo all'indietro di cinquant'anni rispetto il grado di civiltà di un paese. Parlo del deterioramento del sistema delle gare d'appalto, volto di fatto a cancellare i servizi di qualità, la vera economia sociale, la dignità delle Cooperative Sociali privilegiando unicamente l'aspetto economico e di chi lo persegue. Parlo di come, nonostante i numeri, alle Cooperative Sociali non sia concesso (e questo non è un cambiamento ma una triste conferma) acquisire quel minimo di “peso” che gli permetterebbe di avere voce sui tavoli che contano per metterle in condizione di esprimere a pieno le potenzialità che hanno dimostrato di possedere.
Di tutto ciò non si è parlato. Ma noi, nel nostro piccolo, alcuni di questi argomenti, proviamo ad affrontarli sulle pagine di Edizioni Emotive. Sicuramente non risolveremo le grosse problematiche, ma almeno abbiamo la certezza di un impegno genuino nel confrontarci con esse. E ci sforziamo di portare avanti questo strumento proprio per avere uno spazio per ragionare, ai nostri livelli, su argomenti che ci coinvolgono, ci interessano e che a tempi brevi potrebbero invadere in maniera profonda la nostra cultura. Proprio per avere la possibilità di aggiornarci, e soprattutto aggiornare chi ci segue, invitandolo a riflettere con noi su temi ove il dibattito è attuale. Proprio, una volta tanto, per non essere presi alla sprovvista da chi “veramente decide” sulla nostra pelle, e purtroppo lo fa senza neanche sentire il nostro parere.
Bruno Annunziata
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