Negli ultimi anni il Consorzio Naos ha visto crescere al suo interno, attraverso il supporto delle cooperative associate, diversi servizi essenzialmente rivolti a situazioni di disagio, come da sua “antica” tradizione.
In particolare, oltre ai servizi rivolti alle fasce deboli, dal 2006 il Consorzio Naos gestisce, come fornitore accreditato del Comune di Torino, i Servizi di Assistenza Domiciliare (“Albo dei Fornitori Servizi Socio Sanitari”) per gli anziani; tale attività ci ha visti impegnati in un progetto di sostegno e supporto alle persone della terza età presso il proprio domicilio. (Vedi anche gli articoli apparsi su Edizioni Emotive n° 2/2007).
Si tratta di un servizio molto complesso sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista umano. La difficoltà operativa è essenzialmente legata al fatto che il coordinamento delle numerose figure O.S.S., operatrici/operatori Socio-Sanitari, è assai impegnativo e che gli stessi operatori devono muoversi su un territorio vasto, in tempi stretti e spesso con visite e appuntamenti che devono tener sempre conto delle esigenze delle persone, andando incontro il più possibile alle diverse necessità oltre che gestire i tempi di percorrenza da una casa all’altra.
Dal punto di vista umano il lavoro di accoglienza dei bisogni, di assistenza nelle abitazioni delle persone, di ascolto e risposta telefonica immediata, di mediazione tra le aspettative e le reali possibilità di soluzione, è assai delicato e necessita di capacità umane e professionali molto elevate.
In sintesi si tratta di un servizio rivolto a persone in difficoltà, ma che hanno esigenze e richieste molto differenziate perché diverso è il loro percorso di vita umano e perché la stessa sofferenza, la stessa difficoltà, lo stesso disagio devono essere affrontati sempre con una professionalità e una sensibilità diversa e mirata. Nel gennaio 2007 il Consorzio Naos ha vinto un appalto, per l’organizzazione di soggiorni climatici per gli over ‘60, indetto dalla Circoscrizione 2 della Città di Torino; tale appalto aveva natura sperimentale, perché non più rivolto direttamente alle agenzie di viaggio, ma gestito attraverso la cooperazione sociale, scegliendo così di dare al servizio un’impronta diversa.
La Circoscrizione 2 ha voluto, cioè, provare sperimentalmente un progetto innovativo dove l’interlocutore non fosse più l’agenzia di viaggio - che per sua natura, “vende” le proposte turistiche limitando, ovviamente, il suo intervento a questo ambito - ma il mondo del sociale, il quale per tradizione ha finalità, sensibilità e professionalità specifiche più “idonee” al contatto con le persone.
Siamo stati affiancati nella realizzazione del progetto dagli operatori della circoscrizione che, grazie alla loro esperienza, sono stati di valido aiuto e sostegno, soprattutto nei momenti più critici.
Il Consorzio NAOS ha scelto, con questo progetto, di lavorare non più solo per il disagio, ma per l’agio, di operare per dare momenti di sollievo, con un’attivià di assistenza … al benessere.
Il progetto è stato caratterizzato da una vera e propria sperimentazione che, se da una parte ci ha visti “opportunamente” impegnati nel rapporto umano con le persone, dall’altra ci ha messo in contatto con il mondo del turismo fatto di regole e modalità a noi sconosciute; infatti, le Agenzie di viaggio, che ci hanno fornito le proposte turistiche, hanno dimostrato troppo spesso attenzione solo verso ciò che concerne l’aspetto commerciale; tale atteggiamento riteniamo non essere sufficiente per rispondere a questo genere di servizio, e che mal si adatta all’idea di un progetto di più ampio respiro, nato per dare opportunità di socialità e benessere alle persone partecipanti. Il bilancio ad oggi ci appare globalmente positivo, pur con le molte difficoltà e con i non pochi imprevisti, considerando quali sono stati gli obiettivi che ci eravamo prefissati e qual è la nostra storia professionale e consortile; noi siamo abituati a lavorare per le persone cercando di migliorare, per quanto possibile, le condizioni di vita, cercando di creare spazi nuovi di interrelazione e facilitando percorsi personali di benessere; anche per questo progetto, abbiamo cercato di operare in questa prospettiva, perché è questo che sappiamo fare ed è questo che riteniamo eticamente corretto: fare delle proposte anche a persone (quali erano i destinatari del progetto), non legate al disagio o alla disabilità.
L’obiettivo che ci siamo posti è stato non tanto organizzare una vacanza fine a se stessa, ma piuttosto, attraverso la vacanza, creare socialità, evitare la solitudine, aiutare le persone ad incontrarsi e condividere luoghi, culture e bellezze che la realtà quotidiana spesso offusca.
Abbiamo la consapevolezza che per un anziano andare in vacanza è non solo motivo di svago e relax, ma occasione di incontro e di condivisione; per questo, abbiamo cercato di stimolare incontri, di proporre momenti di socialità, di facilitare amicizie che avessero la possibilità di andare oltre la vacanza stessa.
Ci siamo trovati di fronte a persone molto interessanti, ricche di bagaglio culturale e umano, spesso molto diverse fra loro, con capacità e voglia di condividere iniziative e momenti di socialità e, spesso, anche in grado di essere “ottimi” suggeritori di iniziative e nuovi impulsi.
Sfatato perciò il mito che la terza età sia quella del tramonto … abbiamo incontrato persone piene di vita, di grande entusiasmo e simpatia, il che ci ha significativamente aiutati nel percorso di “assistenza al benessere” nei confronti di quelle persone che gli “accidenti” della vita hanno momentaneamente reso meno “solari”.
Mimmo Martino
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