Edizioni Emotive

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EDITORIALE

di: Bruno Annunziata


Capita di scrivere queste righe una settimana dopo l'omicidio a Bologna del prof Biagi. Una settimana durante la quale abbiamo vissuto avvenimenti politici e sociali di grande rilevanza che si vanno ad aggiungere a quelli già vissuti negli ultimi mesi in Italia e nel mondo. Avvenimenti che si prestano a strumentalizzazioni tali da metterci quasi nella condizione di non poter esprimere adesione ad una certa linea politica o sindacale, o critica nei confronti di qualsiasi cosa che riguardi gli Stati Uniti, senza correre il rischio di essere etichettati come filo-terroristi. E così quello che avevo pensato di scrivere per aprire questo nuovo ciclo di Edizioni Emotive sembra perdere importanza: le priorità si ribaltano e le preoccupazioni sopraffanno gli entusiasmi che sempre avvolgono una nuova iniziativa. Chi, come noi, lavora nel sociale e fa della dignità umana, della solidarietà e della lotta alle differenze il proprio pane quotidiano, credo stia vivendo in questo periodo un inquietante clima di assedio volto al progressivo annullamento della cultura che questi valori esprimono. Il pericolo maggiore è che la consapevolezza di questo processo può innescare dentro di noi, anche in maniera inconscia, meccanismi facilitatori al processo stesso. E' fisiologico che tutto questo cambi la prospettiva alle cose che facciamo, ci coinvolga e forse condizioni dal punto di vista emozionale, ci faccia sentire sotto pressione, ma nello stesso tempo non può che convincerci che lo strumento più incisivo che abbiamo per rompere l'assedio è proprio continuare a fare quello che facciamo ogni giorno, con lo stesso spirito e lo stesso impegno. Così anche Edizioni Emotive, e gli sforzi fatti per realizzarlo, tornano ad avere un loro “senso”. Non è nelle nostre ambizioni elaborare un prodotto ad altissimo livello culturale; piuttosto qualcosa che affronti e stimoli riflessioni su alcuni dei problemi del mondo del disagio, del lavoro e della cooperazione in maniera accessibile a tutti. Senza dimenticare che siamo in vista di cambiamenti socio-politici che ci coinvolgeranno in prima persona: dalla Legge 142/01 sul socio lavoratore alla riforma del diritto societario, dalla elaborazione della legge sulle INLUS (che a detta di molti cambierà in modo radicale lo scenario del no-profit) ai nuovi piani socio-sanitari. Il nostro ha però l'ambizione di essere un contenitore che, pur affrontando queste problematiche di "massimi sistemi", abbia la sua specificità nell'approccio spontaneo e “dal basso”, che dia voce a tutti coloro che vogliono ragionare con noi su temi che ci riguardano da vicino, che raccolga idee e suggerimenti anche da interlocutori esterni al nostro circuito, che promuova iniziative volte a valorizzare il nostro mondo, che sia fruibile anche ai non addetti ai lavori, che sia piacevole a vedersi e a leggersi. Tutti questi spunti, in un momento dove persino il dibattito fra le varie anime della cooperazione sociale sembra non riuscire più a trovare punti di convergenza, assumono una valenza diversa: nella loro apparente semplicità esprimono la ferma volontà di continuare a lavorare per la sopravvivenza e la diffusione dei nostri valori.

 

 

 

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