12/09/2006: PRESENTAZIONE DE “LO STRADARIO”
Il 12 settembre 2006, nella sala Operti, sotto la Chiesa di Gesù Redentore, a Mirafiori Nord, è stato presentato il volume “Lo Stradario. Storie e cartografie di smarrimen- ti”, realizzato dal Laboratorio Urbano MenteLocale. A cura di Mauro de Fazio, Valeria Dilauro, Alessia Maldera, Daniela Parafioriti, Massimo Poglio, Gino Pugliese, Epaminondas Thomas. Fotografie di Paolo Bosio. 84 pagg. Stampato presso la tipografia della cooperativa sociale Marca.
Nell'occasione è stato anche presentato “Stradario 2. Culture dell'abitare e strategie di sopravvivenza urbana”, un opuscoletto di 14 pagg.
Le presentazioni sono state precedute da un'abbondante colazione collettiva
Pubblichiamo un resoconto dell'intervento di apertura di Massimo Poglio
Oggi l'associazione Laboratorio Urbano Mente Locale è lieta di presentare il depositato di un anno di lavoro legato al progetto Urban2: Lo Stradario.
n realtà più che la conclusione di un progetto ci piace pensare che sia la prima tappa di una ricerca intorno all'abitare il quartiere e la città, luogo in cui passiamo la maggior parte della nostra esistenza.
Due parole sull'associazione e su come nasce.
L'associazione Laboratorio Urbano Mente Locale nasce a scavalco tra il Centro Diurno psichiatrico e l'ambulatorio di C.so Unione Sovietica 220, dal desiderio di utenti dei servizi e operatori degli stessi di esplorare linguaggi altri intorno all'esperienza della sofferenza rispetto a quelli ufficiali. Il tentativo è stato, e continua ad essere, quello di costruire un nuovo linguaggio che possa essere condiviso in modo collettivo. Questo lavoro nasce da un gruppo di discussione aperto che da cinque anni si riunisce settimanalmente nel Centro Diurno di C.so Unione Sovietica e che vede la partecipazione di una trentina di persone tra utenti dei servizi, persone estranee ai circuiti dei servizi psichiatrici ed operatori.
Il risultato di questi incontri settimanali è stata la nascita dell'associazione, associazione nata intorno al tema dell'abitare e dagli stati d'animo che suscita l'attraversamento della città. Città che è stata da noi spesso associata alla metafora del labirinto con i suoi passaggi a volte lineari, altre tortuosi e con i suoi rami ciechi. Un labirinto a più livelli che quotidianamente tutti noi attraversiamo con relativi smarrimenti. Fare Mente Locale è proprio tradurre in parola gli esiti di questi smarrimenti per cercare di farne esperienza. Fare esperienza anche della sofferenza che deriva dallo smarrirsi: nel linguaggio, nella città, nei servizi, nell'esperienza quotidiana, nei propri luoghi di vita.
E proprio di questo tratta lo stradario, di un insieme di voci che ci parlano del perderci e del ritrovarci e degli stati d'animo che a questo movimento circolare si collegano. I progetti fino ad ora prodotti e sviluppati sono:
- La fondazione del Giardino del labirinto
- La Wunder Kammer o Camera delle meraviglie
- Il Circolo dei Poeti Nascosti
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Lo stradario
Il filo conduttore dei progetti sviluppati e portati avanti dall'associazione è stato quello di esplorare, ricercare e domandare intorno ai linguaggi minori, minori per quanto riguarda lo sguardo e l'interpretazione della società post moderna, ma estremamente ricchi (in senso lato) per l'opportunità che ci danno di sottolineare aspetti silenti, o resi tali, ma non per questo effimeri o secondari.
Riconoscere il linguaggio minore, condividerlo, socializzarlo, permette di cogliere altre interpretazioni del vivere e dell'abitare quotidiani e della sofferenza in essi implicata.
Quindi:
- La fondazione collettiva del labirinto nei giardini dell'I.R.V. (Istituto di riposo per la vecchiaia) come fondazione simbolica di un progetto comune intorno al tema dell'abitare
- La poesia come atto spontaneo piuttosto che come ricerca stilistica, estetica o della tecnica
- Gli oggetti dimenticati nel cassetto come condivisione socializzata della propria memoria piuttosto che il loro valore commerciale
- Infine Lo Stradario: le strade, i cortili ed i quartieri come racconto di una storia piuttosto che come collocazione geografica in senso stretto.

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