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GARGANTUA


di: Anna Laura Ventresca..

Il centro diurno di via Vassalli Eandi ha iniziato nel 2004 un progetto denominato Gargantua, un nome che evoca il leggendario gigante ghiottone nato dalla fantasia di Rabelais.

 

Il progetto consisteva, grazie alla collaborazione tra l'istituto alberghiero Colombatto e il Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL 2 di Torino, in un corso di formazione propedeutica alla produzione e somministrazione di elaborati culinari. Sono stati coinvolti studenti dell'alberghiero, coordinati da un docente e utenti del DSM, seguiti da un educatore.

 

Gli incontri si sono svolti presso la cucina del centro diurno.

 

L'iniziativa, almeno inizialmente, ha avuto come obiettivo la riduzione del pregiudizio nei confronti delle persone con patologie psichiatriche.

 

Il percorso si è articolato in tre momenti. Il primo è stato la somministrazione di un questionario sulle opinioni degli studenti sulla malattia mentale. Nella seconda fase un gruppo di studenti e di utenti del centro diurno si sono scambiati le relative esperienze e hanno cucinato insieme, con la conduzione e la presenza di personale esperto di cucina.

 

La terza fase è stata la preparazione e servizio di due cene di gala per ospiti esterni, che hanno riscosso un grande successo.

 

L'elevata soddisfazione dei partecipanti del progetto e degli ospiti, il livello di apprendimento e le abilità dimostrate dagli utenti hanno suggerito uno sviluppo del progetto: organizzare e proporre dei servizi di catering.

 

Abbiamo così organizzato vari rinfreschi e coffee break per conto dell'ASL e della cooperativa Il Margine, fornendo servizi a colleghi impegnati in attività formative e per altre occasioni interne al dipartimento.

 

Alla luce degli ottimi risultati ottenuti nel corso del 2004 è stato naturale dare continuità al progetto Gargantua nel corso del 2005.

 

Confermata la collaborazione con l'Istituto Alberghiero il centro diurno ha ospitato incontri di esercitazione pratica alla preparazione di cibi da somministrare a futuri committenti e lezioni di comportamento, presentazione della tavola e introduzione di tecnica dei servizi di sala e ricevimento.

 

Il corso ha avuto un gran finale con una cena di gala organizzata il 16 giugno scorso, presso il famoso ristorante “Grotta Gino” di Moncalieri.

 

Per preparare al meglio l'impegnativa serata, gli utenti che hanno partecipato al progetto Gargantua si sono divisi in due gruppi. Un gruppo, con lo chef prof. Finotto, ha preparato la cena, mentre un altro gruppo si è occupato del servizio di sala.

 

Gli ospiti intervenuti hanno espresso giudizi lusinghieri sulla buona qualità del cibo e apprezzamenti per il servizio un po' informale, ma efficace. Alla cronaca è d'obbligo consegnare il successo riscosso dallo sformato di pere e zucchine in salsa di tartufo.

 

La serata di Gala ha segnato il termine del progetto Gargantua, che ora può provare a camminare con le proprie gambe. La nostra opinione, sostenuta anche dalla esperienza dei partecipanti, è che sia necessario a questo punto confrontarsi con una committenza esterna al servizio del DSM e dalla Cooperativa, costruendo una forma di impresa, fondata dalle persone che hanno partecipato al progetto. A questo scopo, quattro tra gli utenti che hanno collaborato ai piccoli servizi di catering sono stati iscritti ai corsi della Camera di Commercio per avere l'abilitazione e l'iscrizione al R.E.C. per la somministrazione di alimenti e bevande.

 


A conclusione di questo articolo viene spontaneo chiedersi: perché un progetto di cucina e di catering in un centro diurno?
Sono molteplici le motivazioni che ci hanno spinto a promuovere il progetto Gargantua, e in sintesi ne proponiamo alcune:

 

Il valore educativo del progetto:

  1. Gargantua ha aiutato a promuovere relazioni interpersonali e a recuperare la comunicazione verbale spesso impoverita e depauperata delle sue stesse potenzialità comunicative.
  2. Ha funzionato da catalizzatore per l'espressioni di sentimenti ed emozioni e ha consentito l'esecuzione di prestazioni a livelli diversi, riducendo la frustrazione del confronto. Poiché l'individuo si sente riconosciuto in base allo sforzo messo all'esecuzione della prestazione, l'attività è risultata strutturante dell'io e fonte di maturità, nel senso dell'acquisizione di progressive responsabilità nel portare a termine il lavoro.
  3. Ha permesso l'espressione diretta, visibile e la presa di coscienza di movimenti del mondo interno.

 

Il progetto ha aiutato ad aumentare le conoscenze specifiche degli utenti rispetto alle abilità necessarie alla preparazione dei pasti e alla loro autonomia in cucina.

 

È aumentata l'autostima dei nostri utenti soprattutto attraverso lo scambio con esterni e la partecipazione alle attività congiunte esterne ai servizi.

 

La compresenza fra giovani studenti e utenti ci è sembrato inoltre un modo per costruire una diversa immagine legata alla salute e alla malattia mentale.

 

L'esperienza di Gargantua, dunque, continua, e non solo in una nuova dimensione aziendale, ma prima ancora nelle parole e di chi vi ha partecipato, cui cediamo il compito, dopo un grazie a tutti gli attori istituzionali e alle persone che hanno contribuito al suo successo, di chiudere la nostra comunicazione:

 

... “L'esperienza di catering mi ha cambiato perché in casa adesso faccio molto di più e mi rendo utile: cucino, lavo le pentole.”

 

... “Questa esperienza mi serve per non sentirmi completamente fuori dal mondo del lavoro”

 

... “Quando lavoriamo mi fa sentire bene stare con gli altri.”

 

... “Il momento migliore è quando serviamo, si vede che il nostro lavoro viene apprezzato. A volte, però mi sembra che i complimenti siano ringraziamenti un po' facili. Non possono mica dirci che il mangiare non piace!”

 

... “Mi aspetto che il catering continui, io non ho paura”.

 

Per l'equipe del centro diurno
Anna Laura Ventresca


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