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LA PROMESSA

di: Renata Mazzanti

Riflessioni aperte alle altre esperienze di teatro nella nostra cooperativa

 

Il laboratorio teatrale dei tre Centri Diurni Disabili Collegno-Grugliasco (gestiti dalla nostra cooperativa) è composto da venti attori normalmente abili e diversamente abili.

 

Nel 2000, dopo una lunga esperienza teatrale, il gruppo imbocca la strada dell' espressione corporea. Dopo due anni di laboratorio condotto da Alberto Valente (tecnico con diverse esperienze teatrali nel disagio) nasce la performance La Promessa come naturale esigenza di concretizzare gli incontri in una produzione artistica. Attorno a questo progetto si è formato un gruppo di lavoro teatrale in grado di mettere le singole creatività sia artistiche sia organizzative al servizio di un progetto artistico.

 

La drammaturgia o meglio la scrittura scenica nasce e prende piede dalle istanze, dai bisogni, dal contributo di ognuno.

 

Ogni attore è stato chiamato con il proprio corpo, respiro, sguardo, immobilità, gioco, a farsi drammaturgo.
Una composizione fatta di cinque quadri, itinerante, fondata su elementi vitali: l'albero promessa di frutti, il travestimento promessa di trasfigurazione come nel gioco “facciamo finta di essere…”, le parole promessa di finestre aperte su altri paesaggi, il cibo promessa di godimento e convivialità, il viaggio la cui promessa non è la meta ma la meraviglia e il cambiamento.

 

Durante i due anni successivi, La Promessa ha migrato in luoghi diversi, nelle palestre e nei giardini delle scuole, nelle sale delle parrocchie, nei parchi per festeggiare l' ambiente, nelle sale teatrali grandi e piccole, nelle biblioteche tra i libri. Sono cambiati in questa migrazione, gli spazi e gli incontri con gli spettatori, in particolare con i ragazzini; hanno indotto la conduzione di Alberto Valente e l'intero gruppo a ricercare l'essenziale, le motivazioni iniziali, il gesto necessario.

 

Penso a N. (che non è più nel gruppo perché inserito in un altro servizio) tolto dalla carrozzella, posato a terra, nasce come albero abbracciato a Stefano, le braccia tese verso il cielo. L'ulivo. Quell'azione è una necessità.
Penso a S (attrice non udente) che con il corpo compone le lettere dell'alfabeto, e questa forma stilizzata ha la forza del mostrare una condizione senza denunce o pietismi.

 

Non sempre riusciamo a trovare in noi o a scoprire negli altri il gesto necessario, ma la sua ricerca è il desiderio che ci guida.

 

Personalmente non mi piace un teatro “normalizzante”, il cui scopo è quello di tranquillizzare chi lo fa e chi ne fruisce. Il corpo disabile che diventa visibile, denso, sollecita di guardare oltre l'etichetta delle diagnosi, dei luoghi comuni, per scoprire una persona in grado di donare emozioni.

 

Insomma non è proprio una cosa tranquilla. Non lo è stato, per noi che siamo educatori, trovarsi a terra occhi negli occhi, schiena contro schiena, respiro, vibrazioni delle persone con cui abbiamo quotidianamente relazioni schermate dal ruolo professionale.

 

I corpi delle diversità sono una provocazione tanto più in una società esasperata dai modelli di perfezione, salutismo, giovinezza, efficientismo a tutti i costi. Le diversità ci riportano nella realtà del nostro corpo trasformato dal tempo, segnato dalle gioie come dai dolori, un corpo che reclama di essere rispettato per come è.

 

I diversi ci mostrano, mostrandosi, la parte più antica di noi. Persone antiche, con ritmi e rituali quotidiani fuori dal tempo attuale, parcellizzato, fagocitato. A noi normali la menzogna della festa perpetua a cui i mass-media ci hanno assuefatto ci ha deprivati della pausa, del rito che spezza la quotidianità e perciò del magico e del trasgressivo, saccheggiandoci la pausa, il tempo del pensiero, della meditazione.

 

Come già detto La Promessa è stata anche in teatro e con successo ma, per me, vive e respira quando ritrova la sua vocazione agli spazi non convenzionali e nella vicinanza con gli spettatori stabilisce una relazione intima. Il cerchio dei bambini che, nella palestra, circonda la scena degli alberi.

 

Mi sono interrogata a lungo sulle ragioni dell'impatto emotivo più profondo ed evidente negli spettatori bambini e qui scatta il facile binomio bambino/disabile, un'altra etichetta rassicurante.

 

Nel cerchio, nel ritrovato senso del gioco e del rito condiviso, i bambini sono nella scena, chiamati a comporla, a proteggerla. Il loro respiro sospeso corrisponde al respiro degli attori, assume lo stesso ritmo. Gli attori restituiscono a quegli occhi sgranati la radice antropologica del teatro, restituiscono la meraviglia dell' umano nelle sue sembianze cangianti. Attori e spettatori partecipi di un momento/luogo comuni per ridare al corpo potere creativo, educativo e una dignità sganciati da concetti estetici e tecnici.

 

In parole più semplici ed efficaci i bambini ci hanno scritto:

 

“…Ma soprattutto vedere uno spettacolo fatto da persone con dei problemi è molto più bello di vedere un programma fatto da attori che non hanno neanche un minimo difetto.”

 

Renata Mazzanti

Oltre La Promessa

 

L'anno scorso su invito delle maestre che hanno visto La Promessa abbiamo presentato per due classi (IV e V) della scuola Elementare Ciari di Grugliasco il progetto Pacemipiace, laboratorio espressivo sul conflitto condotto da Alberto Valente in collaborazione con Renata Mazzanti e Ernesta Fusetti (mediatrice della lingua dei segni) e quattro attori diversamente abili.

 

Nel febbraio 2006, continueremo l' esperienza di laboratorio con la classe V sempre delle Ciari, per la messa in scena di una performance in spazi naturali.

 

Ancora la Promessa il 13 e 14 dicembre 05, all'Auditorium della Scuola 66 Martiri di Grugliasco.

 

Il 9 dicembre 2005 siamo alla “Nave” (Parco Culturale le Serre) con l'anteprima dell'azione teatrale T-Mostro, nata dalle visioni dei quadri prodotti da artisti sempre dei Centri che frequentano laboratori d'arte pittorica.

 

L'iniziativa è promossa dall'Associazione “Sole” (progetti per lo sviluppo del Mozambico in collaborazione con il Comune di Collegno) nella rassegna “Natale Insieme” promossa da Comune di Grugliasco e organizzata dalla ProLoco territoriale

 

In cantiere la mostra allo Chalet “Di segno in segno” alla cui inaugurazione presenteremo T-Mostro.

 


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