LAVORARE DA MATTI 2
Racconti ed esperienze
Si è concluso il corso di formazione al lavoro per gli ospiti della Comunità Psichiatrica Riabilitativa “San Benedetto Benni” presso il Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese. Il corso, condotto da operatori del Consorzio Arca in collaborazione con il laboratorio multimediale della cooperativa sociale Il Margine, oltre ai momenti formativi più specificamente tecnici (utilizzo del computer, norme e regolamenti del mondo del lavoro, informazioni sui Centri per l'impiego, ecc.), è stato l'occasione, per i partecipanti, di raccontare ed analizzare insieme ai conduttori, le esperienze formative e di lavoro avute nella propria vita.
Eccone alcune:
Fulvio
Attualmente lavoro cinque ore al giorno per quattro giorni alla settimana, quando ho incominciato ne facevo tre.
La mia è una borsa lavoro di sei mesi. Il primo periodo di borsa lavoro è già terminato una prima volta ed è stato rinnovato. Una volta finita la borsa lavoro mi piacerebbe continuare a lavorare.
La ditta dove lavoro produce delle basi in polistirolo per scocche di automobili. Il mio lavoro consiste principalmente nel seppiare il polistirolo per portarlo al giusto livello.
Il lavoro mi piace, la ditta ha una decina di dipendenti.
Il corso che ho fatto mi ha aiutato per affrontare il lavoro e quanto ne consegue, dandomi alcune informazioni utili.
In precedenza avevo avuto diverse altre esperienze di lavoro, la più lunga alla [….], per cinque anni. In un altro posto ho lavorato per due anni, anche come autista di gru (ho la patente C).
Devo dire che in tutti questi anni nei vari posti dove ho lavorato, si è sempre tutto svolto regolarmente, non ho mai avuto problemi particolari, non ho mai osservato grosse ingiustizie. Ho quasi sempre lavorato in regola con i libretti, tranne per un periodo in una carrozzeria.
Solo una volta, ricordo un episodio: ero a Locana, guidavo un camion che aveva il tachigrafo rotto. Il padrone del camion e della ditta lo sapeva, glielo avevo segnalato ma lui mi aveva detto: “Vai lo stesso, perché è solo questione di giorni, deve arrivare un camion nuovo”. Combinazione mi hanno fermato i carabinieri che mi hanno sospeso la patente per 15 giorni. Per giunta il padrone si è pure arrabbiato, perché ha dovuto pagare 1.500.000 Lire di multa!
Massimo
Ho iniziato a lavorare dopo la terza media, alla manifattura tabacchi.
Ho resistito poco tempo. Un giorno mi sono sentito male e ho detto a mio padre: “Non ce la faccio più”. Mio padre allora è venuto a vedere, ha visto le condizioni in cui lavoravo, allora mi ha dato ragione.
Ho poi lavorato come manovale edile presso la ditta [….]. Lavoravo in un cantiere che un bel giorno è stato bloccato dalla Guardia di Finanza perché c'era lavoro nero. Io sono rimasto coinvolto e ho pure subito un processo perché sono stato giudicato complice. In realtà è evidente che, così come tutti gli altri miei colleghi, non potevo scegliere, se rifiutavo me ne dovevo andare… Al processo sono stato condannato a pagare 2.000.000 di Lire di multa.
Nonostante questi fatti ho anche dei bei ricordi di quel periodo. Ricordo con piacere la solidarietà che ci legava tra di noi lavoratori, ci si aiutava molto l'un l'altro, ci si scambiava anche i “trucchi” del mestiere.
Questi trucchi e malizie riguardavano principalmente gli aspetti pratici, per esempio come montare e smontare un ponteggio, come manovrare i materiali pesanti, oppure come fare il lavoro con minore fatica, perché otto-dieci ore in un cantiere sono ben pesanti…
Ho lavorato anche come magazziniere, alla ricezione merci. Dovevo controllare che la merce in arrivo corrispondesse ai documenti di trasporto, se non corrispondeva dovevo segnalarlo in ufficio. A fine anno poi, si faceva l'inventario.
In seguito ho lavorato tre anni in una cooperativa (raccolta carta e distribuzione di volantini). Sono anche diventato socio, mi hanno trattenuto la quota sociale che poi mi hanno restituito.
Andavamo a raccogliere la carta con un furgone. Il padrone (era una cooperativa ma di fatto era lui il padrone) ci mandava sempre in giro con un furgone in pessime condizioni. Non ci dava né i guanti né, quando pioveva, i giubbotti impermeabili. Comunque ho resistito lo stesso tre anni, perché avevo bisogno di lavorare. Poi ho smesso per motivi di salute.
Silvia
Io non ho mai lavorato ufficialmente, ma in realtà ho sempre lavorato in casa, aiutando mia mamma. Sono stata in collegio dai dodici fino ai sedici anni. Poi sono stata per parecchio tempo dentro e fuori dagli ospedali, un po' per me (per motivi di salute), un po' per assistere mia mamma. Lavoro tanto all'uncinetto: mezzo punto, punto croce, ricamo, orlo giorno. Sono lavori che hanno le loro caratteristiche, bisogna saperli fare. Ho imparato dalle suore, è un lavoro che si fa con le mani, io praticamente lavoro solo con la sinistra, perché con la destra ho dei problemi.
Roberto
Attualmente vado a Ciriè due volte alla settimana, per due ore ogni volta, svolgo una borsa lavoro al vivaio comunale. Il mio lavoro consiste principalmente nel fare la semina nei vasi, il trapianto delle piantine, innaffiare e curare le varie piante. Per questo prendo un po' di soldi, non tanti, ma sono contento così. Un'altra mia esperienza è stata sempre in un vivaio, come garzone, per circa due mesi di tirocinio, per la scuola. La scuola che ho fatto dopo le medie era una scuola professionale di giardinaggio che è durata un anno. Avevo altre possibilità, ma fare il giardiniere è una cosa che mi piace. Mi piace veder crescere le piante. Devo dire che non sono espertissimo di giardinaggio vero e proprio, conosco meglio le piante degli orti che quelle ornamentali, anche perché l'orto lo facevo già da bambino con mio nonno: lo aiutavo a seminare e raccogliere cavolfiori, zucchini, fagiolini, patate, sedano, rosmarino, ecc. In generale è sicuramente meglio avere un lavoro, tuttavia, anche se uno non ce l'ha non dovrebbe farne un dramma, soprattutto se, dal punto di vista economico, riesce a campare lo stesso.
Daniela
Finché ho lavorato andavo a fare delle ore in casa d'altri. Lavoravo anche in una cremeria, sempre facendo le pulizie. La cremeria è stato anche l'unico posto dove mi hanno messo in regola con i libretti, negli altri posti ho sempre lavorato in nero. Poi sono stata male e ho dovuto interrompere.
Rosalba
Sono assai soddisfatta di questo corso che ho fatto. Tra i vari argomenti e temi trattati, ciò che mi ha più colpito è stato, nel lavoro al computer, la possibilità di modificare con grande facilità le parole di un testo: il grassetto, il corsivo, il cambiare il carattere riducendolo e ingrandendolo. Ho trovato anche molto interessante e affascinante lo sviluppo della carta fotografica nella bacinella, il vedere la carta fotografica annerirsi a poco a poco dentro il bagno di sviluppo. Negli ultimi mesi ho avuto l'opportunità di svolgere un altro corso di alcuni mesi, in contemporanea a questo, organizzato dal Centro per l'Impiego di Venaria. Questa opportunità mi è stata data perché ero iscritta al Centro per l'Impiego da molto, molto, molto, molto, moltissimo tempo…. Per questo corso dovrei avere una piccola retribuzione, come un rimborso spese, non so bene… Tra le altre cose, in questo corso col Centro per l'Impiego di Venaria abbiamo imparato l'uso degli assegni (circolari, non trasferibili, ecc.). Abbiamo anche fatto il curriculum vitae personale, ci hanno insegnato a riconoscere le offerte di lavoro “frega frega”, cioè quelle poco attendibili, abbiamo visto le modalità esatte per rispondere al telefono e per affrontare un colloquio. A proposito del colloquio, abbiamo fatto una cosa che è stata anche divertente ossia la simulazione di un colloquio di lavoro. Io credo che il lavoro sia molto importante, una persona che non lavora non è gratificata, ha le giornate vuote. Senza il lavoro non ci si realizza e non si riesce a progettare un percorso di costruzione della propria vita.
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