Edizioni Emotive

Redazione e Progetto Archivio NumeriAltre Riviste Area LAB ContattiLink ConsigliatiEdizioni ArcaCoop Margine Coop Marca

 

 

A COSA SERVE IL TEATRO?

di: Enrico Gentina
Cooperativa C.A.S.T.

Premessa: questo articolo non vuole essere un saggio, una spiegazione dettagliata o scientifica dell'attività teatrale, direi piuttosto una riflessione, molto personale, forse intima che mi fa piacere condividere, che mi fa piacere scrivere, alla quale mi piacerebbe seguissero altre parole, mie (forse quelle sì più tecniche, più scientifiche, magari vorrei riflettere sul momento dello spettacolo), di altre persone, commenti, critiche, domande.

 

Così

 

“nel mondo recitano tutti, tranne alcuni attori” E.Ionesco

 

Conduco laboratori teatrali in ambiente psichiatrico: comunità, territorio, Asl.

 

A cosa serve?

 

Beh, sì, a cosa serve?

 

Tralasciando eventuali puntualizzazioni su una domanda che sottintende il fatto che la legittimità dell'esistenza di un qualcosa si misura a partire dalla sua utilità... stiamo al gioco.

 

Me lo chiedo continuamente, a cosa serve?

 

Il teatro dico, in generale, il teatro serve a qualche cosa?

E fare il teatro in situazioni particolari, speciali, nelle comunità psichiatriche, in carcere, sul territorio nel disagio, con l'handicap… serve? A cosa?

 

Mica lo psicodramma, mica la terapia attraverso i racconto del sé territorio di psicologi e terapeuti … proprio solo il teatro, un laboratorio in cui delle persone (indipendentemente da dove provengano) si riuniscono, magari sotto la guida di un conduttore, di un professionista e recita. Si mette alla prova, si mette d'accordo e, magari, realizza uno spettacolo.

 

Me lo chiedo continuamente, serve? A cosa?

La risposta affermativa che mi sorge spontanea per difendere il mio lavoro forse è un po' superficiale, il dubbio è che sia il dito per nascondere le figure “genitoriali” (interne ed esterne) con le loro voci: vedi se eri psicologo … certo che è un peccato, con le cose che fai …fossi psicologo, ma come fai a fare quelle cose? Sei psicologo? No?

 

 

Usciamo dalla confusione, proviamo a mettere per iscritto un po' di punti chiave del lavoro teatrale che svolgo. Per chiarire, per aprire spunti di riflessione, magari per dibattere per discuterne …interessasse.

 

Oggetto del mio lavoro è il teatro.

 

I Soggetti con i quali lavoro sono le Persone: tutte intere ognuna con la sua storia i suoi problemi, i suoi pregi e le sue malattie dal diabete, alla schizofrenia, al mal di schiena. Sì mi sembra sempre importante fare attenzione che le persone possano stare dentro l'attività che propongo, questo è quanto.

 

Obiettivo di questo lavoro è stare bene: il pensiero che ci sta sotto è che a fare delle cose belle (perché il bello è l'oggetto di lavoro dell'arte, non l'utile, il bello) con altre persone (altro pezzo fondamentale: il gruppo, la relazione) si possa stare bene.

 

Questo è terapeutico: uno spazio in cui qualcuno, il conduttore, si dedica al mio stare bene.

 

Qui ci si imbatte in termini come accudire, prendersi cura, stimolare, ascoltare, entrare in relazione, che vanno ad incastrarsi (a volte a scontrarsi) con le cause e con la realtà del disagio psichico).

 

Lo faccio per questo, perché poi sto bene io, in conseguenza, per le risposte che ricevo, per lo stupore delle persone che si scoprono capaci di fare qualcosa che non pensavano, che non credevano, che nessuno ha mai chiesto loro … già perché nessuno ci chiede di fare poesia, perché non serve.

 

Enrico Gentina


ALTRI NUMERI
Teatro


Realizzato da AREALAB
Miletto Mauro - Alessio Bonsignore - Giuseppe Sparacio - Luca Bonaccorso - Lorenzo Viola - Giuseppe Genco